C’è un clima che, a volte, si fa quasi tangibile: è la grazia, la presenza del Signore che passa e lascia il cuore colmo, lo Spirito Santo che muove le nostre vite e dispone ogni cosa secondo il volere divino. Questo è ciò che abbiamo vissuto durante la VI Assemblea Generale Ordinaria degli Associati Servi della Sofferenza, svoltasi dal 13 al 15 marzo 2026 nel Centro di Spiritualità Padre Pio di San Giovanni Rotondo. Un appuntamento che non è stato soltanto un momento formale, ma un tempo abitato da Dio, in cui ciascuno si è sentito parte di qualcosa di più grande, culminato con l’elezione del nuovo Presidente e del nuovo Consiglio direttivo.
Dopo un cammino di ascolto, preghiera e discernimento, alla presenza del Moderatore don Giuseppe Carrieri, è stato eletto Presidente Enrico Carnevalini, della Comunità di Roma. Insieme a lui, sono stati eletti i membri del nuovo Consiglio direttivo: Roberta Alfano (Napoli), Maria Dolores Alvarez Valdes (Madrid), Stefania Bellavista (Roma), Giuseppe Clini (Pavia), Angelo Farinola (Molfetta), Ignazio Floriano (Ruvo di Puglia). Sono stati inoltre nominati il Segretario, Davide Spalvieri (Roma), e il Tesoriere, Antonio Russo (San Giorgio Jonico). Nomi e volti che abbiamo subito affidato al Signore, perché sia Lui a guidare, sostenere e rendere fecondo il nostro Carisma.
Tra i momenti più intensi dell’Assemblea, la relazione di fine mandato della Presidente uscente, Eliana Gattullo, ha toccato profondamente il cuore di tutti. Le sue parole non sono state soltanto un bilancio, ma una testimonianza viva di amore fedele al Carisma e alla Famiglia dei Servi della Sofferenza. Abbiamo percepito chiaramente quanto il Signore abbia operato in questi anni attraverso il suo servizio, durante il quale Eliana ha desiderato e realizzato numerose visite alle Comunità di Associati presenti nel mondo, lasciando ovunque un segno di vicinanza e cura. Proprio durante questo tempo è maturato in lei un germoglio nuovo: servire la nostra Famiglia in modo diverso, attraverso la consacrazione nell’Istituto Secolare Servi della Sofferenza. Un annuncio accolto con commozione e gioia, riconoscendo in esso l’opera discreta e potente di Dio e ricordandoci che la nostra vocazione è sempre un cammino aperto, mai concluso.
La catechesi domenicale, guidata da Mons. Carmelo Pellegrino, è stata un’occasione formativa preziosa. Ispirandosi a un’omelia del nostro Padre, Mons. Pierino Galeone, ha affrontato il tema del servizio e il pericolo del potere, ricordandoci il criterio di discernimento di Gesù: servire, non essere serviti; scegliere l’ultimo posto, come hanno fatto gli apostoli. Un richiamo forte e necessario per custodire uno stile evangelico autentico.
Nel suo primo intervento da Presidente, Enrico ha parlato con una semplicità disarmante ma, allo stesso tempo, con una profondità che nasce solo da chi desidera davvero appartenere a Gesù servendo gli altri. Ha ricordato che chi assume un incarico nella nostra Famiglia è chiamato a “spogliarsi della veste di Associato della comunità di appartenenza, per indossare quella della Comunità tutta”. Non un’immagine, ma una scelta concreta: farsi di tutti, portare tutti nel cuore, senza confini. Ha ribadito che questo incarico non è una poltrona, ma un servizio: tutto ciò che si fa, lo si fa per Gesù, per servire Lui e il Carisma, secondo gli insegnamenti del nostro Padre. Non per prestigio, non per essere visti, ma per amore.
In ogni momento dell’Assemblea è stata forte la percezione della presenza del nostro Padre. Il Carisma che ci ha trasmesso continua a parlare, a guidarci, a ricordarci che nell’obbedienza, nell’umiltà e nel dono di sé si nasconde una forza capace di trasformare il mondo. È come se ci invitasse ancora una volta a non perdere l’essenziale: appartenere a Cristo e vivere tutto in Lui.
Ciò che abbiamo vissuto non si chiude con un’elezione. È un nuovo inizio, una chiamata rinnovata per ciascuno di noi a dire il nostro “sì” con più consapevolezza, più amore e più fiducia. E nel cuore resta una certezza semplice e luminosa: quando ci si mette davvero al servizio del Signore, senza cercare altro, Lui compie sempre grandi cose.


