Sabato 28 marzo accanto alla tomba del nostro amato Padre fondatore si è svolto un incontro fraterno in preparazione alla santa Pasqua con le comunità di San Giorgio Ionico, Taranto e Maglie.
Gli Associati hanno dedicato un’ora di Adorazione Eucaristica pregando per la Pace, e dopo la recita dei Vespri, la Madre ci ha fatto dono della sua presenza e della sua testimonianza dedicandoci un pensiero prendendo spunto da alcune omelie del Padre. A pochi giorni dalla Pasqua, ci invita a un esame di coscienza profondo ma estremamente concreto. Attingendo al cuore degli insegnamenti del Padre che ispirandosi al Vangelo di Giovanni, ci chiede "Vuoi guarire?".
Come il paralitico alla piscina di Siloe, ognuno di noi porta ferite o fragilità. La Quaresima è il tempo proficuo in cui dobbiamo pregare per la nostra guarigione. Tuttavia, l'ostacolo maggiore è spesso interiore: a volte "amiamo la nostra malattia", restando attaccati a egoismi, affetti disordinati o vecchie abitudini che ci impediscono di camminare spediti.
Il cuore del messaggio è un invito alla concretezza. La vera santità non si misura in grandi gesti, ma nella capacità di convertirsi nelle piccole cose. Un ritardo, un puntiglio, uno sguardo meno benevolo o una battuta pungente: sono queste le "catene" che ci bloccano. L'esortazione è chiara: riparare subito a ogni sgarbo o mancanza di carità fraterna. La guarigione spirituale richiede il coraggio di rispondere a Dio con un "Sì" convinto e immediato. Solo superando le piccole asperità del quotidiano possiamo dirci veri testimoni di Cristo Risorto e dell'eredità di Padre Pio.
Il messaggio finale è un grido di speranza: "Coraggio, ce la faremo!". L'impegno nell'umiltà e nella mitezza oggi è la strada sicura per la comunione intima con Dio, oggi in terra e domani in Cielo e ci ha ricordato che se noi, come il paralitico, vogliamo guarire dai nostri attaccamenti terreni dobbiamo essere fedeli nelle “piccole cose”.
A seguire don Mino ha celebrato la Santa Messa e durante l’omelia ci ha ricordato che non sono le formalità a salvarci, ma l'atteggiamento del cuore. E riprendendo le parole del Padre , ricordate dalla Madre, sottolinea la santità nelle "piccole cose": la Quaresima si vive nel quotidiano, vincendo le piccole gelosie, i risentimenti e i capricci. Non per ultima la preghiera incessante, come il nostro Padre che viveva con la corona del santo Rosario tra le mani. Per concludere dobbiamo salire il Calvario "allegramente" seguendo l'insegnamento di Padre Pio, la croce va abbracciata con coraggio e gioia, non con tristezza. La vita è un Calvario, ma affrontarlo con amore ci unisce a Gesù. Padre Pio è stato il primo testimone di questo amore alla Croce, facendosi "Cireneo" dei suoi figli spirituali, portando i loro pesi con umiltà e generosità fino alla fine.
Al termine abbiamo avuto la sorpresa, inaspettata, di un saluto da parte del nostro neo-eletto Presidente Enrico, che avrebbe voluto pregare nel nascondimento per il suo mandato, ma ha trovato noi tutti suoi fratelli a pregare anche per lui. E’ stato molto contento che le alcune comunità si siano riunite, anzi auspica che ci siano più momenti intercomunitari come questi, in modo da far crescere la nostra fratellanza anche umana.
E come ci ha detto Enrico “Dopo la mistica, la mastica”, al termine di questo bel pomeriggio di preghiera e amicizia ci siamo rifocillati con il momento dell’Agape.
Per concludere la serata, alcuni di no,i hanno colto l’occasione e si sono recati nella vicina parrocchia SS Patroni d’Italia San Francesco e Santa Caterina, chiesa giubilare, designata tale in occasione dell'800° anniversario della morte del Santo Patrono, e affiancati da don Mino hanno lucrato l'Indulgenza Plenaria.

