Chi l’avrebbe mai detto che avrei visto don Claudio Fabbri serio, composto, con la mente e lo sguardo attenti a ogni particolare? Diventare parroco gli ha dato una faccia da adulto.
Fino a pochi mesi fa l’ho visto allegro e scattante insieme ai giovani e l’ho avuto in canonica con me a S. Tommaso d’Aquino canterino e divertente nelle nostre discussioni che spaziavano dal teologico all’aneddoto del giorno. È sacerdote navigato e si è fatto rimpiangere dai parrocchiani della Natività di Nostro Signore Gesù Cristo a via Gallia, di S. Roberto Bellarmino a Piazza Ungheria, di Santa Silvia al Portuense e di S. Tommaso d’Aquino a Tor Tre Teste. Ora l’ho visto già affetto dalla “parrochite”, quella malattia che trasforma umili e timorosi viceparroci in scattanti parroci completamente assorbiti dalla loro missione. Un appello ai suoi nuovi parrocchiani: «Abbiatene cura, è merce rara oggigiorno un sacerdote buono e fedele!».
È stato infatti nominato parroco della chiesa dedicata a santa Maria Domenica Mazzarello, al quartiere Tuscolano di Roma. È una parrocchia considerata piccola secondo le misure romane, ma piuttosto popolosa per il resto del mondo, contando dodicimila abitanti. Don Claudio ha due dottorati e riuscirà bene anche come insegnante al Pontificio Istituto della Vita consacrata«Claretianum» affiliato alla Pontificia Università Lateranense, dove nel secondo semestre di questo anno accademico terrà un seminario intitolato «Aspetti ecclesiologici della vita consacrata».
Alla cerimonia ufficiale di insediamento, domenica 11 ottobre, come da consuetudine era presente il vescovo di settore. Roma è divisa in cinque settori, ciascuno sotto l’autorità di un vescovo diverso, ma tutti hanno a capo il cardinale vicario. Il vescovo del settore est, mons. Alessandro Zenobi, ha tenuto una bella omelia sull’accoglienza del parroco, ma questa fase è già superata da quanto ho visto, perché ai primi banchi alcune donne anziane del quartiere applaudivano don Claudio come tifose ultras. La cerimonia è stata solenne. Don Claudio ha ringraziato tutti, uno per uno, talmente preciso che mi ero già preparato a sentire un grazie anche per le zanzare presenti. Ha poi tenuto una vera lectio magistralis sul sacerdozio: si nota che scalpita già di insegnare.
Lo rimpiango come viceparroco, lo stimo come teologo e, sono sicuro che lo applaudirò come parroco. Forza Claudio, fai vedere chi sei!!! Se non te lo dovessi ricordare al momento, telo ricordiamo noi tutti: «Sei figlio di don Pierino, sei nipote di Padre Pio! Cos’hai da temere?».




