Irlanda: meravigliosa esperienza di edificazione vicendevole

Scritto il 10/06/2024
da Anna Minafra


È proprio vero che il cronos non coincide con il kairos.  Questa esperienza l'ho vissuta durante l’incontro organizzato dalla neocomunità degli associati Servi della Sofferenza e da alcuni simpatizzanti, provenienti da varie zone dell'Irlanda.

Sono state pochissime le ore vissute insieme (venerdì e sabato)  in fraternità con i nostri fratelli associati ma, davvero intense. La difficoltà della comprensione della lingua inglese, da me conosciuta solo nei rudimenti è stata superata, alla grande, dal linguaggio universale dell'Amore (oltre all'aiuto immancabile di Judith). Ad essere sincera quando ho sentito rivolgermi il saluto in italiano: «Ciao Anna, sono contenta di conoscerti…» mi sono maggiormente rasserenata, Priscilla parlava in maniera spedita la mia lingua, aveva studiato italiano a scuola, ma anche Nicola è vissuta un anno in Calabria con lei abbiamo scherzato un bel po’  sulle sue “minime”  conoscenze linguistiche.

Sono tornata a casa molto, molto edificata dalla fede genuina e schietta vissuta dai nostri fratelli e sorelle irlandesi. I momenti di preghiera, in particolare l'adorazione eucaristica e la Santa Messa, la possibilità della confessione, sono stati vissuti con intensa partecipazione e consapevolezza del mistero che si svelava sotto i nostri occhi. La compostezza della postura, il silenzio, il raccoglimento prolungato erano un segno evidente di tutto ciò. L’ ascolto delle meditazioni proposte da don John sulla Parola di Dio e sullo statuto degli associati Servi della Sofferenza sono state sicuramente di grande conforto e di sostegno per proseguire il cammino di fede. La felice coincidenza con la festa di compleanno di Padre Pio che cade il 25 maggio ha dato un tocco tutto particolare all’incontro. Si è avvertita la presenza di Padre Pio che si è fatto vicinissimo ai suoi figli che mostrano tanta devozione nei suoi confronti.

La fraternità e la sincera amicizia tra i partecipanti  si è manifestata anche nella preparazione dei pasti. Si è creata una catena di montaggio incredibile  il tutto accompagnato con il sorriso cordiale e costante. Nei confronti miei e di Judith (che conoscono già da tempo) la disponibilità è stata lodevole,  non ci hanno fatto mancare assolutamente nulla. La visita al santuario di Knock ha completato l’immensa gioia interiore. La presenza della nostra mamma celeste l’ho avvertita come protezione e dal profondo del cuore ho ringraziato lei per aver permesso a me di fare questa esperienza.

Il proposito è questo: allargare gli orizzonti e vedere concretizzata la preghiera che noi Servi della Sofferenza, recitiamo ogni giorno, per le vocazioni missionarie e la pastorale missionaria del  nostro Istituto.









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